Uno stage di successo!

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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Amministratore forum 1 anno, 11 mesi fa.

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  • #485

    Riportiamo la storia di Assunta (nome di fantasia) che ci ha contattato per parlarci della sua esperienza di stage:
    La mia esperienza di stage è iniziata il 1° febbraio 2015 con un contratto di 6 mesi e un rimborso spese di 100 franchi mensili forfettari.
    Sono stata coinvolta in un progetto di implementazione di un’inchiesta campionaria nel campo del turismo presso una grande azienda di consulenza. Data la mia formazione in campo statistico, sono stata inserita nel team di ricerca e assegnata ad un tutor che ha curato la mia introduzione ai metodi di lavoro dell’azienda ed ai compiti che avrei dovuto svolgere. Lo stesso tutor ha seguito il mio lavoro sull’arco di 6 mesi.
    Mi sono occupata di varie mansioni collegate all’elaborazione di un questionario, alla sua impaginazione e alla sua somministrazione. Il contratto di stage prevedeva sia tali mansioni sia le ore che avrei dovuto dedicarvi nella sede dell’azienda.
    Ho trovato un ambiente di lavoro sereno, costruttivo e aperto al confronto. Tutte le persone con cui ho collaborato mi hanno sempre rispettata e sostenuta quando si trattava di superare i problemi che di volta in volta mi sono trovata a fronteggiare e che una neolaureata può facilmente incontrare.
    Credo di aver contribuito in maniera tangibile al buon esito del progetto, mettendo a disposizione dell’azienda le mie conoscenze acquisite durante il mio percorso formativo all’università e trovando nel progetto un’occasione utile per affinarle ulteriormente a vantaggio dell’azienda.
    Durante lo svolgimento dello stage mi sono ammalata per un breve periodo e il forfait mi è stato ridotto proporzionalmente ai giorni di assenza per malattia.
    Da studente si pensa spesso al primo “vero” impatto con il mondo del lavoro, immaginandolo pieno di insidie e alimentato da aspettative immancabilmente disattese. Mi sono quindi avvicinata allo stage cogliendo un’occasione offerta da un conoscente, convinta che sarei entrata in un limbo denso di delusioni, ma nutrendo la speranza che lo stage si sarebbe trasformato in un’esperienza formativa positiva e forse in un’assunzione.
    L’esperienza formativa è stata fruttuosa e appagante perché mi ha permesso di perfezionare le mie conoscenze e di acquisire nuovi skills, segnatamente nel campo della comunicazione aziendale. Dopo 6 mesi di stage sono cresciuta professionalmente, ho acquisito maggiore consapevolezza delle mie capacità e potenzialità e ho costruito un rapporto di stima e fiducia reciproca con i colleghi e i superiori. Questo bilancio positivo è confermato dall’assunzione nell’azienda con un contratto a tempo determinato in qualità di capo progetto.”

    #517

    Fabrizio
    Partecipante

    Sei stata fortunata perché la mia esperienza è di tutt’altro genere. Il mio stage presso un’azienda attiva nel settore informatico si è rivelato un concentrato di speranze diluito in un mare di delusioni. Dopo aver lavorato gratis per ben 4 mesi, svolgendo mansioni peraltro pienamente produttive e accollandomi tutte le spese di trasporto e di vitto, mi sono ritrovato senza prospettive, se non quella di iniziare altrove un altro stage grazie alla rete intrecciata durante i 4 mesi presso l’azienda informatica, unica tangibile remunerazione, se così posso chiamarla, di quell’infelice periodo. Cercherò un posto di stage presso la Walt Disney.

    #547

    Evidentemente ignori completamente che gli stagisti Disney vivono in impianti più o meno recintati con l’affitto detratto dalla loro (modesta) paga, cui si aggiunge qualche ECTS magnanimamente concesso dal proprio college o università. Ross Perlin, l’autore di “Intern nation: how to earn nothing and learn little in the brave new economy” (London: Verso, 2011), lo racconta molto bene questo mondo di condomini in stile caserma, dove stagisti sfiancati da ore di lavoro passate interpretando personaggi vari, cercano di riprendersi.

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