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Lavori gratis? Forum Discussioni Lo sanno i tuoi lo sanno i tuoi

Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Felicita 1 anno, 11 mesi fa.

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  • #504

    Alcune persone che lavorano gratis sono giovani alla prima esperienza lavorativa, altre no.

    #518

    Felicita
    Partecipante

    Sono riuscita ad ottenere un posto di stage da sogno, 6 mesi all’ONU. Con il mio master in relazioni internazionali non vi era posto migliore… eravamo in tanti a laurearci e quindi la concorrenza era agguerrita. Lo stage si sarebbe svolto a Ginevra. Vi ho studiato e conservo ancora alcuni amici che avrebbero potuto ospitarmi mentre la fine settimana sarei tornata dai miei in Ticino.
    Che lo stage non fosse pagato all’inizio non mi aveva turbato, travolta com’ero dall’entusiasmo. Era la mia occasione per farmi un po’ di esperienza e chissà che poi non mi avrebbero assunto. Ho iniziato un lunedì soleggiato del mese di aprile, alle 7.30 ero già alla ricezione ma ho dovuto aspettare fino alle 9:00 che arrivasse il mio responsabile. Mi ha accolto con un ampio sorriso e mi ha accompagnato fino alla scrivania che mi era stata assegnata. Il lavoro si sarebbe svolto per l’essenziale a Ginevra ma sarei stata in contatto quotidiano con le sedi di New York e Londra. Allora ricordo che mi disse: “Certo non la paghiamo, ma da noi almeno non starà qui a fare fotocopie o a preparare il caffè, siamo riconosciuti per essere degli ottimi formatori!” Ero finalmente al mio posto, potevo mettere a frutto i miei anni di studi in una bella sfida. Le attività erano impegnative e trascorrevo in ufficio ben più di otto ore al giorno. Non mi pesava di vivere accampata sul divano dei miei amici di università. La situazione si è fatta più imbarazzante quando, tornando dai miei genitori ho dovuto chieder loro un prestito perché ero completamente al verde. Avevo dato fondo in pochi mesi ai pochi risparmi racimolati lavorando come cameriera durante la stagione invernale in Engadina. Mio papà, che è un uomo generoso, di fronte al mio imbarazzo cercò di sdrammatizzare con una battuta dicendosi sempre pronto a sostenere le nobili cause! In un lampo l’assurdità della mia situazione mi si palesò. Il lavoro che svolgevo era sostanziale – lo stesso responsabile mi aveva più volte lodato – e ne assumevo personalmente la responsabilità. Meritava quindi un riconoscimento, una retribuzione, alla stessa stregua dei colleghi regolarmente assunti.

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